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Unimol ed il Progetto ICARO "La vita è la vita, difendila”
La campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Ministero dell’Istruzione, dell‘Università e della Ricerca.
Unimol ed il Progetto ICARO
Unimol ed il Progetto ICARO "La vita è la vita, difendila”


Il Progetto ICARO giunge quest‘anno alla dodicesima edizione e vede la collaborazione della Fondazione ANIA ed il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia, dell’Università di Roma “La Sapienza".
L‘Iniziativa, che finora ha coinvolto oltre 100.000 studenti in 161 città italiane, ha avuto tra i suoi obiettivi far comprendere ai giovani l‘importanza del rispetto delle regole e la necessità di evitare l‘assunzione di alcuni comportamenti rischiosi, causa principale degli incidenti stradali.
Quest‘anno lo campagna ha inteso coinvolgere anche gli studenti universitari con la definizione di un programma di incontri itineranti da tenersi all’interno di diversi Atenei italiani che hanno deciso di aderire al progetto.
L’Università degli Studi del Molise, in stretta collaborazione con la Questura di Campobasso ed il Comando della Polizia Stradale, fin da subito ha voluto essere tra gli Atenei coinvolti.
Giovedì 10 maggio 2012, infatti, presso l’Aula Magna di Ateneo, in Via de Sanctis a Campobasso, alle ore 10.30 il progetto Icaro, dedicato per la prima volta agli studenti universitari, fa tappa a Campobasso. Responsabile scientifico il Prof. Marco Marchetti ordinario di criminologia e medicina legale presso il Dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute dell’Ateneo molisano.
L’incidente stradale è la prima causa di morte per i giovani in Italia ed in Europa e l’obiettivo della campagna è quello di parlare di legalità attraverso nuovi linguaggi.
Dopo i saluti del Magnifico Rettore Prof. Giovanni Cannata e delle Autorità, l’incontro si aprirà con la versione didattica del film Young Europe, prodotto all’interno del Progetto Europeo ICARUS, scritto e diretto da Matteo Vicino, che unisce ritmo narrativo, immagini e musica delle nuove generazioni.
Il film è girato in Italia, Francia, Irlanda e Slovenia e i protagonisti sono dei giovani. Josephine in Francia è una ragazza di 18 anni dedita all’uso sporadico di droghe, ossessionata da Facebook e da ogni tentazione che la sua natura ribelle possa gestire. Julian è un diciassettenne di Dublino: ha una storia con una coetanea ma subisce il fascino della sua lettrice di spagnolo, avvenente ma pericolosa. Federico in Italia, 18 anni, è diviso tra il modello di un padre poliziotto e un amico trentacinquenne che non è cresciuto.
Sono le storie di tanti ragazzi europei, accomunate dalla triste esperienza dell‘incidente stradale che cambia per sempre le loro vite.
Il filo rosso delle emozioni e degli errori sulla strada che lega le varie vicende ha l’obiettivo di far riflettere i giovani facendo emergere il loro senso critico, ma rappresenta anche un monito al mondo degli adulti che spesso alla guida non offrono un buon esempio.
Al film seguiranno quattro brevi interventi gestiti dalla Polizia Stradale, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, da un docente de “La Sapienza”, Università di Roma e dal Prof. Marco Marchetti e dal Prof. Maurizio Taglialatela ordinario di farmacologia presso l’Università del Molise.
Grazie a filmati ed a ricostruzioni di incidenti stradali si favorirà un dibattito con gli studenti sui temi della sicurezza stradale con una formula originale, interattiva e coinvolgente.
I risultati raggiunti in questi dodici anni in Italia nel progetto ICARO, sono alla base del Progetto ICARUS (Inter-Cultural Approaches far Road Users Safety) svolto nell’ambito della Direzione Generale Energia e Trasporto della Comunità Europea, che ha coinvolto 14 Paesi dell‘Unione Europea per condurre una ricerca sui comportamenti di guida del giovani e sui principali fattori di rischio alla guida e costruire un modello di formazione che à poi stato implementato nei Paesi EU.
“I nostri ragazzi - ha sottolineato il Rettore Cannata - sono il futuro e, oltre a dare loro il buon esempio, gli si può insegnare a comportarsi in maniera corretta rispettando le regole (in questo caso del codice della strada).
Quest’anno poi il progetto - ha voluto ribadire il Prof. Cannata - riveste una duplice e particolare importanza: innanzitutto consolida e ribadisce la ferma convinzione che una sempre più sinergica collaborazione tra mondo accademico e la Polizia di Stato sia elemento fondamentale per rispondere al meglio alle problematiche ed alle necessità di coesione sociale e di crescita culturale. In seconda analisi ne conferma la garanzia di efficacia che risiede proprio nella prerogativa di aver interessata e sensibilizzata l’intera filiera formativa con il coinvolgimento, nelle numerose attività, degli studenti di tutte le fasce d’età: dalla scuola d’infanzia all’università”.
 


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