Centro di Ricerca per le Aree interne e gli Appennini

pignattiIl Centro, raccogliendo una lunga e consolidata tradizione di ricerca e di studio sulle aree interne, mira allo sviluppo e alla conservazione delle Aree Interne con particolare riferimento ai paesaggi rurali e forestali ed alle problematiche territoriali, incluse quelle storiche, istituzionali, giuridico-economiche e di pianificazione territoriale, attraverso la messa a punto di modelli operativi integrati e finalizzati alle peculiarità dei contesti regionali italiani (sull’ispirazione dei processi sperimentati ad esempio nella Convenzione delle Alpi).

In particolare, il Centro si propone le seguenti finalità:

 

  1. Raccolta di dati esistenti e predisposizione di nuovi protocolli di raccolta dati in campo storico, sociale, economico, giuridico e ambientale;
  2. Analisi congiunta delle diverse tipologie di dati al fine di produrre quadri analitico-conoscitivi in grado di caratterizzare al meglio i processi territoriali in relazione alla matrice socio-economica ed agli assetti legislativi e normativi;
  3. Analisi rischi, criticità ed opportunità legati al rapporto uomo-ambiente nelle Aree Interne: aspetti produttivi, infrastrutture, servizi, turismo, welfare, assetto istituzionale e pratiche partecipative.;
  4. Creazione di un Laboratorio internazionale di monitoraggio delle Terre Alte, per il controllo della biodiversità in relazione ai cambiamenti climatici e ai cambiamenti d’uso del suolo, direttamente collegato alla Strategia Nazionale per la biodiversità e ai programmi internazionali di monitoraggio a lungo termine già esistenti, e per allargare il concetto della Climate-Smart Agriculture (sensu FAO) al settore forestale e montano (e.g. Progetto GLORIA, rete LTER, The EFI Project Centre on Mountain Forests (MOUNTFOR));
  5. Creazione di un laboratorio interdisciplinare per l’analisi dei cambiamenti demografici e d’uso del territorio avvenuti nelle Aree Interne e nell’Appennino negli ultimi decenni tramite approcci innovativi (inventariali e cartografici);
  6. Analisi quali-quantitativa della domanda ed offerta di beni e servizi ecosistemici al fine di individuare rischi ed opportunità per le linee politiche e pianificazione anche grazie alla predisposizione di ipotetici scenari di sviluppo futuri in relazione alle dinamiche politico-istituzionali, socio-economiche ed ambientali (e.g. cambiamento climatico, cambiamenti d’uso del suolo e rischi connessi al dissesto idrogeologico);
  7. Elaborazione proposte normative e progettuali per lo sviluppo delle Aree Interne e la loro governance, anche tramite la creazione di un osservatorio delle best practices e delle esperienze di rivitalizzazione e rigenerazione territoriale;
  8. Sviluppo ed avanzamento dei processi partecipativi sui temi di ricerca grazie anche all’organizzazione di meeting, convegni e seminari, la redazione di pubblicazioni di tipo scientifico e/o divulgativo, e la predisposizione di un sito web dedicato per la condivisione degli avanzamenti legati alla presente proposta progettuale;
  9. Formazione su queste tematiche, assumendo un ruolo di coordinamento dei corsi di dottorato esistenti e l’individuazione di figure (assegnisti, borsisti, ricercatori a tempo determinato) di supporto, tra gli altri, all’organizzazione di master universitari, corsi di specializzazione e summer school;
  10. Individuazione di canali di finanziamento ed avanzamento di proposte progettuali in ambito nazionale e comunitario (INTERREG, Horizon2020 etc.);
  11. Armonizzazione degli output della ricerca con gli strumenti normativi e di pianificazione attualmente esistenti sul territorio, dalle Direttive Comunitarie, alle Strategie e politiche nazionali, agli strumenti di pianificazione vigenti a livello regionale e sub-regionale;
  12. Creazione di linee guida di gestione applicabili sul territorio che seguano un gradiente potenzialmente esteso dalla gestione attiva (conservazione e valorizzazione dei paesaggi storici e culturali) a quella passiva (rewilding). Tali linee rappresenteranno una sorta di vademecum applicabile ai diversi contesti territoriali per l’implementazione di strategie di sviluppo basate sui principi della bioeconomy e dello sviluppo sostenibile;

Individuazione di casi studio a livello locale per la creazione di laboratori a cielo aperto su cui implementare operativamente l’approccio proposto tramite azioni concrete di restauro ambientale, ripopolamento, empowerment delle comunità locali, tutela e conservazione del paesaggio storico-culturale, implementazione di schemi di pagamento per i servizi ambientali ecc.