Requisiti per l’ammissione agli Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico chirurgo:

□   diploma di laurea conseguito ai sensi dell’ordinamento previgente alla riforma di cui all’art.17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127 e successive modificazioni

□   diploma di laurea specialistica afferente alla classe 46/S

□   diploma di laurea magistrale afferente alla classe LM- 41

 

Prove d’esame

(MIUR – CINECA) SIMULAZIONE ON-LINE

L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico chirurgo si articola in un tirocinio pratico valutativo della durata di 3 mesi e in una prova scritta.

Alla prova scritta si accede nella prima sessione utile dopo il superamento di una prova pratica a carattere continuativo consistente in un tirocinio clinico della durata di tre mesi successivo al conseguimento della laurea.

Il tirocinio pratico viene svolto per un mese presso un reparto di medicina, per un mese presso un reparto di chirurgia e per un mese presso un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario Nazionale. Al tirocinio sono ammessi, in aggiunta ai possessori della laurea conseguita presso quest’Università, anche i candidati in possesso della laurea conseguita presso altro Ateneo, solo compatibilmente con la capienza delle strutture presso le quali svolgere il tirocinio. In questi casi l’iscrizione all’Esame di Stato è accettata con riserva.

La certificazione della frequenza e la valutazione di ciascuno dei tre periodi avvengono sotto la diretta responsabilità e a cura di un tutor (docente universitario, dirigente medico, responsabile della struttura frequentata dal candidato e del medico di medicina generale) che esprime formale accettazione sul libretto diario del tirocinio assegnato ad ogni candidato tirocinante fornendo un giudizio motivato, espresso con punteggio numerico, sulle capacità e le attitudini dimostrate.

La valutazione del tirocinio è effettuata sulla base di criteri definiti dalla Commissione di cui all’art. 4 del D.M. n. 445/2001 e comporta l’attribuzione di un punteggio massimo di 90 (novanta) punti, trenta per ciascuno dei tre periodi previsti.

Qualora il candidato non consegua un punteggio complessivo di almeno 60 (sessanta) punti con un minimo di 18 (diciotto) / 30 (trentesimi) per ciascun periodo, non è ammesso alla prova scritta, salva la possibilità di ripetere il tirocinio clinico. Ove il candidato non superi la prova scritta, potrà presentarsi alla successione sessione conservando il punteggio acquisito nel tirocinio.

Qualora non superi la prova scritta nemmeno nella sessione immediatamente successiva, dovrà ripetere entrambe le prove. Qualora il candidato non possa partecipare alla prima sessione utile dopo il completamento del tirocinio per motivi personali gravi e documentati, conserva il punteggio acquisito nel tirocinio per l’ammissione alla sessione immediatamente successiva.

Il tirocinio pratico/valutativo non costituisce rapporto di lavoro. Il tirocinante è tenuto a partecipare a tutte le attività integrate previste dalle strutture ove si svolge il tirocinio, a svolgere le previste attività professionali, osservando gli orari concordati e rispettando l’ambiente di lavoro e le esigenze dell’attività istituzionale, a rispettare le norme in materia di igiene, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ad attenersi alle vigenti norme di tutela della privacy, garantendo l’assoluta riservatezza per quanto attiene ai dati, alle informazioni e alle conoscenze acquisite durante lo svolgimento del tirocinio.

Qualora si verificassero da parte del tirocinante comportamenti lesivi di diritti o interessi del soggetto ospitante, questi ne darà immediata comunicazione al tirocinante, al Rettore e alla Commissione di Ateneo.

I libretti del tirocinio dovranno essere consegnati in busta chiusa vidimata dalla firma del tutor valutatore immediatamente dopo la conclusione del periodo di svolgimento e, a pena di esclusione dalla prova scritta, entro il termine previsto dal Bando.

L’assegnazione dei tirocinanti viene fatta d’ufficio dalla Commissione di Ateneo di cui all’art. 4 in modo da assicurare assoluta imparzialità, trasparenza e assenza di conflitto d’interesse. I tutor assegnati non potranno essere sostituiti per alcun motivo, salvo che per prolungato impedimento del tutor/valutatore stesso.

La prova scritta è suddivisa in due parti dirette rispettivamente a valutare:

  1. a) le conoscenze di base nella prospettiva della loro successiva applicazione professionale, con particolare riguardo ai meccanismi fisiopatologici e alle conseguenze riguardanti la clinica, la prevenzione e la terapia;
  2. b) le capacità del candidato nell’applicare le conoscenze biomediche e cliniche alla pratica medica e nel risolvere questioni di deontologia professionale e di etica medica. La prova include anche una serie di domande inerenti problemi clinici afferenti alle aree della medicina e della chirurgia e delle relative specialità, della pediatria, dell’ostetricia e ginecologia, della diagnostica di laboratorio e strumentale e della sanità pubblica.

La Commissione nazionale di cui all’art. 4 del D.M. n. 445/2001 predispone almeno 5.000 (cinquemila) quesiti a risposta multipla, per il 50 per cento relativi agli argomenti di cui alla lettera a) e per il 50 per cento relativi agli argomenti relativi alla lettera b), prevedendo cinque risposte possibili, di cui una sola esatta, individuata dalla Commissione stessa.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca cura la tenuta dell’archivio dei quesiti e ne assicura la pubblicità almeno 60 (sessanta) giorni prima della data fissata per la prova scritta. Da questo archivio vengono estratti, con procedura automatizzata che garantisca la totale segretezza della prova, 90 (novanta) quesiti per ciascuna parte della prova stessa, ripartiti tra le materie di cui alle lettere a) e b).

Le due parti della prova d’esame si svolgono in sequenza in un’unica giornata. Ciascuna delle due parti consiste nella soluzione dei 90 (novanta) quesiti a risposta multipla estratti dall’archivio.

Ciascuna prova scritta si svolge contemporaneamente nelle diverse sedi individuate dal Ministero, con contenuto identico in tutto il territorio nazionale.

Dall’inizio di ciascuna parte della prova i candidati hanno a disposizione 150 (centocinquanta) minuti primi. La correzione avviene in forma anonima mediante la lettura elettronica degli elaborati.

Per la valutazione della prova scritta si tiene conto dei seguenti criteri: 1 punto per ogni risposta esatta; meno 0,25 punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data.

La prova si intende superata se il candidato consegue almeno 60 (sessanta) punti in ciascuna delle due parti di essa.

Per lo svolgimento della prova i candidati sono distribuiti nell’aula sede della prova secondo le indicazioni che saranno fornite dalla Commissione di Ateneo.

Per ogni candidato sono predisposti n. 2 (due) plichi, ciascuno relativo ad una delle due parti della prova d’esame. Ogni plico contiene: un modulo per i dati anagrafici che presenta un codice a barre di identificazione e che il candidato deve obbligatoriamente compilare; i quesiti relativi alla specifica parte delle prove di esame e n. 2 (due) moduli di risposte, ciascuno dei quali presenta lo stesso codice a barre di identificazione posto sul modulo “anagrafica”; una busta vuota, provvista di finestra trasparente, nella quale il candidato al termine della prova inserisce soltanto il modulo di risposta ritenuto valido.

Per la compilazione del questionario il candidato deve fare uso esclusivamente di penna di colore nero.

Il candidato ha la possibilità di correggere una sola risposta eventualmente già data ad un quesito, avendo cura di annerire completamente la casella precedentemente tracciata e scegliendone un’altra: deve risultare, in ogni caso, un contrassegno in una sola delle 5 (cinque) caselle perché sia chiaramente manifestata la volontà del candidato, altrimenti si ritiene non data alcuna risposta.

Durante lo svolgimento della prova non è permesso ai candidati di comunicare tra di loro verbalmente o per iscritto ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della Commissione di cui all’art. 4.

I candidati non possono consultare appunti o testi di alcun genere, né utilizzare calcolatrici, cellulari o altri ausili elettronici, né portare carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni di qualunque specie. A pena di annullamento della prova, è fatto divieto di tenere nelle aule telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini) e strumenti elettronici, compresi quelli di tipo “palmare” o personal computer portatili di qualsiasi tipo in grado di collegarsi all’esterno delle aule, sedi delle prove tramite collegamenti “wireless” o alla normale rete telefonica con protocolli UMTS,GPRS, GSM o BLUETOOTH o altra strumentazione similare.

Non si assicura nessuna custodia per oggetti personali che il candidato non potrà portare con sé in aula.

I candidati che contravvengono alle disposizioni sopra indicate sono esclusi dalla prova.

La Commissione di cui all’art. 4 cura l’osservanza delle suddette disposizioni ed ha la facoltà di adottare tutti i provvedimenti che ritenga opportuni al fine di garantire un corretto svolgimento delle prove.

A conclusione di ogni parte della prova il candidato deve: avere cura di inserire, non piegato, nella busta vuota il solo modulo di risposte ritenuto valido, destinato al CINECA per la determinazione del punteggio conseguito: l’inserimento nella busta del modulo “anagrafica” costituisce elemento di annullamento della prova; consegnare la busta alla Commissione che avrà cura, in presenza del candidato, di sigillarla, di verificare che non risulti firmata né dal candidato, né dal Presidente della Commissione a pena di nullità della prova, e di trattenere sia il secondo modulo non utilizzato o annullato dal candidato con una barra, sia i quesiti relativi alla prova sia il modulo “anagrafica